.Necropoli ipogeica di Su Crucifissu Mannu

Su Crucefissu Mannu, necropoli ipogeica
  • Tipo - Necropoli ipogeiche preistoriche
  • Nazione - Italia
  • Regione - Sardegna
  • Provincia - Sassari
  • Comune - Porto Torres
  • Località - Su Crucifissu Mannu
  • Proprietà - Statale
  • Data compilazione - 1 marzo 2006
  • Autore - Graziano Caputa

Ubicazione/Come arrivare

S.S. 131 verso Porto Torres, al Km 124,100 svoltare a destra in una stradina bianca, vicino alla distilleria Sarda Catrami. Proseguire diritti sullo sterrato per circa 300 metri. La necropoli è situata sulla sinistra alla fine della stradetta

Informazioni Turistiche

Gestione 

L’area non è gestita; per chi comunque desideri fruire di un servizio di visite guidate:

Ibis coop a r.l.
cell. 3395918283, 3332541314, 3495757197
ibiscoop@interfree.it
http://ibiscoop.interfree.it
Orario

Nessuna limitazione

Costo

Ingresso libero

Descrizione

 

L’importante necropoli ipogeica, con sepolture del tipo “domus de janas” (letteralmente “case delle fate e/o streghe”), scavate nel banco calcareo, è tra le maggiori dell’Isola, con almeno 22 tombe, alcune delle quali non sono state ancora portate interamente alla luce. Il sepolcreto è stato scavato in un banco orizzontale di roccia calcarea, a pochi chilometri dal complesso archeologico di Monte d’Accoddi. Le domus sono state realizzate tutte nel corso del IV e III millennio a.C. (Neolitico Recente/Eneolitico Iniziale) e riutilizzate in fasi successive. La prima fase della necropoli è inquadrabile nell’ambito della Cultura di Ozieri (3.500-2.900 a.C. circa); l’abbandono - salvo riutilizzi sporadici in epoca nuragica e romana - è successivo alla Cultura di Bonnanaro del Bronzo Antico, che ha intensamente riutilizzato la maggioranza dei vani.

Su Crucefissu Mannu presenta un raggruppamento delle tombe in tre settori: settentrionale (dove prevalgono le planimetrie asimmetriche), centrale (con tre sole tombe) e meridionale (con il maggior numero di tombe). Tutti gli ipogei sono del tipo pluricellulare (ossia formati da più vani comunicanti); la maggioranza ha un accesso a pozzetto verticale (calatoia), mentre in 3 casi il primo vano è preceduto da dromos (corridoio orizzontale scavato nella roccia; tombe VIII, XII e XIII). Molti dei vani si presentano intatti, ma non mancano le tombe nelle quali gli ambienti sono scoperti per il crollo della volta.

La necropoli annovera esempi di tombe di grandi dimensioni, con particolari architettonici riproducenti gli elementi della casa e simbologie scolpite in roccia. Nello specifico, i portelli sagomati, anche con architrave in rilievo, sono piuttosto diffusi; frequenti anche i gradini (particolare quallo troncopiramidale della tomba VIII); meno frequenti i pilastri (tomba III) e le colonne a sezione circolare (tomba VIII). Le simbologie sono rappresentate in maggioranza dalle protomi bovine - alludenti alla forza ed alla virilità - naturalistiche o schematiche in forme rigidamente ortogonali, singole (t. II, sopra il portello) o anche in coppia (tombe VIII e XXII); nella tomba IV è presente l’elemento della falsa porta che allude all’impossssibilità per i vivi di accedere al regno dei morti.

La visita alla necropoli parte dal settore occidentale nel quale si incontra, (sebbene con qualche diffficoltà) al margine dello spiazzo accanto al primo edificio moderno, la tomba XVI. Questo ipogeo, che appare del tutto isolato rispetto agli altri, ha una particolare importanza per il ritrovamento di un contesto archeologico intatto, di una fase che coincide con il momento finale dell’utilizzo della necropoli: durante lo svilupppo della Cultura di Bonnanaro (1.800-1.600 a.C. circa), vennero deposti nella tomba i resti ossei di numerosi defunti, raccogliendo entro piccoli recinti di pietre in particolare le ossa lunghe ed i crani; uno di questi presenta le tracce dell’operazione di trapanazione cranica alla quale l’individuo sopravvisse per un certo periodo. Proseguendo lungo il sentiero in direzione est si notano, per un ampio tratto, sulla roccia affiorante i lunghi solchi prodotti, forse, dal protratto trascinamento di slitte o dal passaggio di carri che trasportavano blocchi di pietra destinati in particolare alla città romana di Turris Libisonis (attuale Porto Torres), situata a pochi chilometri verso nord. Si giunge così nel settore meridionale della necropoli. Qui è possibile vedere, in particolare, le tombe VIII, XII e XIII; si tratta di ipogei caratterizzati dall’originaria pianta “a T” (con disposizione degli ambienti principali sull’asse longitudinale) successivamente ampliata, dalla presenza del dromos e dal gran numero di ambienti (13 vani nella t. VIII e 15 nella XII). La tomba VIII è tra le più appariscenti: il crollo della volta permette di osservare facilmente la grande sala con colonna centrale (dotata in origine di un semplice capitello), intorno alla quale si aprono 5 portelli che introducono alla decina di cellette funerarie, realizzate radialmente intorno al vano maggiore.

Proseguendo in avanti per alcune centinaia di metri, giungiamo al settore centrale della necropoli, dove possiapossiamo concludere la visita osservando in particolare la tomba XXI: questa presenta una planimetria asimmetrica e - pur essendo molto danneggiata  (avendo perduto quasi completamente gli elevati) - presenta, in uno degli ambienti ancora muniti di soffitto, due protomi bovine con corna lunate e muso triangolare ovvero a listello rettangolare, scolpite a bassorilievo.

Cronologia

Dal Neolitico Recente al Bronzo Antico (3.500-1.800 a.C. circa)

Bibliografia

  • M.L. Ferrarese Ceruti, La tomba XVI di Su Crucifissu Mannu e la Cultura di Bonnanaro, in “Bullettino di Paletnologia Italiana”, nuova serie, XXIII, vol. 81, 1972-1974, Roma 1976, pp. 113-210
  • M.L. Ferrarese Ceruti, Le necropoli di Su Crucifissu Mannu-Porto Torres e Ponte Secco-Sassari, in “La Cultura di Ozieri. Problematiche e nuove acquisizioni”, Ozieri, 1989, pp. 37-47
  • G.M. Demartis, Tomba V di Montalè- Sassari. Necropoli di Su Crucifissu Mannu- Porto torres,  Collana “Il triangolo della Nurra”, 2-4, Viterbo, 1998, Betagamma editrice
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Opere collegate
Brassard e monili

Parure campaniforme

Crani umani trapanati

Crani umani

Vasi della Cultura di Bonnannaro

Vasi

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