.Necropoli ipogeica di Sant'Andrea Priu

Bonorva, necropoli S. Andrea Priu, Tomba della Casa
  • Tipo - Necropoli ipogeiche preistoriche
  • Nazione - Italia
  • Regione - Sardegna
  • Provincia - Sassari
  • Comune - Bonorva
  • Località - Sant'Andrea Priu
  • Proprietà - Statale
  • Data compilazione - 1 marzo 2006
  • Autore - Graziano Caputa

Ubicazione/Come arrivare

S.P. 43 (tratto da Bonorva a Bono), dopo 6 Km si gira a destra in una strada bianca che porta alla chiesa di Santa Lucia, si oltrepassa la chiesa e si procede per altri 500 m sino ad arrivare alla necropoli, posta a sinistra in un'area recintata

Informazioni Turistiche

Gestione 
Cooperativa Costaval
cell. 3485642611
e-mail santandreapriu@libero.it
Orario

9,30-19,30

Descrizione

La necropoli di sant’Andrea Priu composta da 20 tombe ipogeiche del tipo a domus de janas, sorge nella fertile piana di Santa Lucia. Gli ipogei sono scavati quasi tutti su una parete trachitica verticale, esposta a sud e alta una decina di metri, ovvero sulla sommità del rilievo. Le strutture scavate nel costone si dividono in tre gruppi disposti ad ovest (tombe I-IV, con struttura semplice), al centro e ad est (tombe V,VI e VIII, le più complesse della necropoli). L’origine del complesso si colloca nella Cultura di Ozieri del Neolitico Finale (3500-2.900 a.C. circa) ma l’utilizzo e le parziali modifiche di diversi ipogei si sono protratti fino ad epoca medievale. Tra le più importanti necropoli della preistoria sarda, Sant’Andrea Priu è nota soprattutto per la presenza della grande tomba-santuario detta “del Capo” (t. VI), tra le più spettacolari della Sardegna. La tomba è costituita da 18 vani che coprono circa 250 mq.; realizzata durante la fase finale della Cultura di Ozieri è stata interessata da parziali modifiche in età tardoromana e paleocristiano-bizantina con la stupefacente trasformazione in chiesa rupestre, splendidamente affrescata nella fase romanica (XI-XII secolo d.C.).

I 3 vani principali si dispongono in senso longitudinale secondo il seguente schema planimetrico: anticella semicircolare (sorta di vestibolo), prima cella, seconda cella; intorno a quest’ultimo ambiente si articola una serie di spazi minori che nella tomba preistorica erano destinanati alle sepolture. Con la trasformazione in chiesa rupestre questi spazi vennero utilizzati rispettivamente come nartece (spazio esclusivo per i non battezzati), aula (spazio per i fedeli battezzati) e bema o presbiterio (vero e proprio sancta sanctorum, riservato agli officianti i riti religiosi). Le due sale maggiori presentano coppie di colonne scavate nella roccia; nei pavimenti sono presenti grandi coppelle preistoriche (buche emisferiche) disposte in cerchio e tombe a fossa di età imperiale romana. Le pareti e le volte conservano lembi dell’originaria stesura d’intonaco preistorico, dipinto con l’ocra rossa e porzioni degli affreschi paleocristiani del IV-V secolo con figura femminile, ghirlande ed uccelli. A questi si aggiunge, nel bema, il ciclo di affreschi di scuola romanica con scene del Nuovo Testamento, Cristo Giudice e teoria di Santi ed Apostoli; completano le pitture i rosoni dipinti nel soffitto ed il falso velario nel registro inferiore.

A pochi passi dalla “Tomba del capo” è visibile la “Tomba a camera” con due pilastri e le travature del tetto scolpite nella roccia, ad imitazione dell'interno delle capanne neolitiche e dell’Età del Rame. La visita alla necropoli prosegue sulla collina; qui risalta sul bordo del pianoro un manufatto ricavato da un blocco di trachite affiorante dal terreno: si tratterebbe di una grande scultura monolitica (alta circa 2 m) rappresentante un toro con le 4 zampe ma privo della testa. Proseguendo si individuano facilmente le tombe XIII e XIV: nel pavimento della prima è scavata la riproduzione in rilievo del focolare domestico di forma circolare con ghiera ad anello.

Cronologia

Neolitico Recente/Eneolitico Iniziale (dal 3.500 al 2.500 a.C. circa); trasformazioni in età tardoromana e medievale (dal V al XII sec. d.C. circa)

Bibliografia

  • G. Spano, Catacombe di Sant’Andrea Abriu presso Bonorva, in “Bullettino Archeologico Sardo” 11, II, 1856, pp. 170-179
  • A. Taramelli, Fortezze, recinti, fonti sacre e necropoli preromane nell’agro di Bonorva, in “Monumenti Antichi dei Lincei”, vol. XXXV, Roma 1919, coll. 765-904
  • C. Zervos, Le civilisation de la Sardaigne du debut de l’eneolithique à la fin de la periode nouragique, Paris, 1959 (traduzione e ristampa, Roma, 1980, Libreria Scientifica Internazionale, pp. 246-257)
  • R. Caprara, La necropoli di sant’Andrea Priu, Collana “Sardegna Archeologica” - Serie Guide e itinerari, 3, Sassari, 1983, Carlo Delfino editore
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