.Glossario
Il presente glossario contiene una scelta di termini archeologici relativi, in generale, ad ampi contesti, ma è finalizzato soprattutto ad una comprensione della realtà archeologica sarda.
I termini preceduti dal simbolo → (ad esempio: → glaciazione) indicano voci, presenti in questo stesso glossario, che si consiglia di consultare per approfondire o capire meglio i concetti espressi.
Ossidiana
Roccia eruttiva più o meno traslucida (vero e proprio vetro naturale) di colore variabile dal grigio al nero, fino ai toni del rosso o verde. Per la sua ottima lavorabilità - ideale nella produzione di schegge e lame estremamente taglienti - l’ossidiana fu particolarmente ricercata a partire dal Neolitico. Presente nel Mediterraneo soltanto in alcune isole (Lipari, Isole Pontine, Pantelleria, Sardegna, Cicladi) venne diffusa in gran parte d'Europa attraverso scambi e commerci. Alcune analisi chimico-fisiche permettono di determinare il giacimento di provenienza dell'ossidiana, per cui i manufatti in ossidiana costituiscono uno dei più validi indicatori dei rapporti intercorrenti tra le diverse aree, anche attraverso itinerari marittimi. Nell’ambito dello scambio di altre materie prime e di prodotti deperibili (sale, cerali, allume etc.) l’ossidiana era, probabilmente, solo una merce di scambio secondaria; in quanto non deperibile è spesso l'unica testimonianza dell'esistenza di rapporti culturali che contribuirono enormemente allo scambio di prodotti materiali e di idee tra le popolazioni mediterranee. La Sardegna costituì un punto nodale di queste rotte per la presenza del maggiore tra i giacimenti di ossidiana del Mediterraneo (Monte Arci – OR); dall’isola l’ossidiana sarda giunse (almeno fino al Neolitico Recente) in Corsica, nella Penisola italiana (soprattutto dal Lazio verso nord e solo raramente nel sud) ed in Francia. ( → Ozieri; → litico).